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Esperienza

Ci occupiamo di impianti dentali dal 1987

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Ruolo dell'igienista dentale

L'igienista dentale si occupa della prevenzione delle affezioni orodentali. Si tratta di una professione riconosciuta dallo Stato, in quanto per il suo svolgimento è necessario aver conseguito la Laurea in Igiene Dentale o il diploma di Laurea.

  • L'igienista dentale svolge la sua attività libero professionale di consulenza in concerto al team odontoiatrico, che comprende odontoiatra, odontotecnico, assistente alla poltrona e segretaria.
L'attività dell'igienista dentale non deve essere confusa con quella dell'assistente alla poltrona che si limita semplicemente ad assistere l'odontoiatra o l'igienista dentale durante i suoi interventi con i pazienti.

Tipologie di impianti

Implantologia su singolo denteImplantologia su singolo dente

Nei primi anni '80, il Dr Branemark sviluppò con successo il protocollo di inserimento dell'impianto a carico differito. In altre parole tra l'inserimento dell'impianto nell'osso e l'inserimento della corona protesica trascorreva un periodo variabile di tempo per favorire l'osteointegrazione, ovvero l'integrazione dell'impianto con l'osso.

Secondo questo protocollo, tuttora in uso, dopo un'attenta valutazione del caso tramite un'indagine radiologica 3D (Dentalscan), per verificare la presenza di osso, si procede ad una fase chirurgica di inserimento dell'impianto (ovvero della vite implantare).

Dopo 3-4 mesi per gli impianti inseriti nella mandibola (arcata inferiore) e 5-6 mesi per gli impianti inseriti nella mascella (arcata superiore), si procede alla protesizzazione dell'impianto, con l'inserimento della corona o delle corone protesiche. In questo periodo di tempo, il paziente rimane con una soluzione protesica provvisoria in modo da mantenere l'aspetto estetico e funzionale del suo sorriso.

La scuola italiana prevede anche l’inserimento di impianti a carico immediato, ovvero utilizzabili da subito, in particolari soluzioni protesiche. Con questa tecnica il paziente torna a casa sin da subito con il suo nuovo sorriso.

Il materiale più utilizzato per l'impianto è il titanio, materiale biocompatibile che non comporta alcun rigetto da parte dell'organismo.

Nel tradizionale ponte protesico per ripristinare l'assenza dell'elemento dentario vengono limati i denti adiacenti; l'implantologia invece rappresenta ove possibile, l'alternativa migliore e più conservativa nella sostituzione dentale permanente.

Ponte protesico tradizionale
Ponte protesico tradizionale
Riabiliazione implanto protesica
Riabiliazione implanto protesica

 

Una volta inseriti gli impianti possono costituire un supporto stabile per un elemento dentale singolo o per più denti (ponte) o per una protesi completa, sia fissa che mobile.

Edentulia parziale e ponte su impianti

Edentulia parziale e ponte su impianti

Criteri di successo degli impianti

  • Assenza di dolore persistente riferito al sito dell'impianto
  • Assenza di infezione ricorrente
  • Assenza di mobilità dell'impianto
  • Assenza di "radiotrasparenza" (constatazione radiologica) attorno all'impianto.

La durata ed il successo a lungo termine degli impianti si ottiene quando il paziente si sottopone a visite periodiche di controllo e di igiene orale, per prevenire qualsiasi problema degli elementi implantari.

Implantologia per edentulia totale
Implantologia per edentulia totale
Riabilitazione totale
Riabilitazione totale

Tipo di sbiancamento che è possibile effettuare dopo la pulizia dei denti e che non disidrata lo smalto e non provoca sensibilità. Inoltre dura solo 10 minuti!

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Leggi l'elenco delle possibili cause di questo fastidioso disturbo

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Il fumo è nemico dei denti e del cavo orale: l'abitudine tabagica è strettamente correlata ad alito cattivo, denti gialli ed infezioni dentali. Per questo motivo, si raccomanda di non fumare o, se proprio non si riesce a smettere, limitare quanto possibile fumo, sigari e sigarette.

Si tratta di arretramento o spostamento delle gengive dalla propria sede originaria verso il margine apicale (radice) del dente.

Il tartaro costituisce una zona di ritenzione della placca batterica, i depositi calcificati possono contenere dei prodotti tossici per i tessuti molli.

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